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Area 51

L'Area 51, conosciuta anche con il nome di Groom Lake, è un territorio di ricerca militare segreto situato 150 miglia a nord di Las Vegas, Nevada, Usa. E' compresa nella Nellis Air Force Base, che da un censimento del 2000 conta 8.896 abitanti. La Nellis Base è una delle maggiori basi di addestramento per piloti di caccia americani e non. Il 62% dell'area è costituito da terreno deserto utilizzato come zona di protezione massicciamente controllata che immette alla base. Il sito venne utilizzato per la prima volta nel 1950 dove venne sperimentata la tecnologia dell'areo-spia U-2. Il Lago ospitava una pista di atterraggio. Il territorio remoto assicurava tutta la privacy necessaria alle operazioni e le vicine costruzioni abbandonate vennero rese agibili. Grazie alla naturale inaccessibilità dell'area, circondata da montagne su ogni lato, in poco tempo il Groom Lake divenne il posto dove ogni nuova tecnologia bellica militare poteva venire segretamente testata. Per anni il Governo americano ha negato l'esistenza del centro di ricerche segreto ma, dopo fotografie di un satellite-spia sovietico del posto, datate 1988 e pubblicate su numerose riviste, il governo americano, due anni dopo ne ammise parzialmente la realtà. Ma non è tutto. L'Area 51 ai giorni nostri vanta la più grande pista d'atterraggio del mondo (è poco più piccola delle marche), dei 30 miliardi di finanziamento annuo 20 vengono spesi per la sola sicurezza del posto ed i restanti 10 per finanziare le ricerche. L'Area è conosciuta specialmente per i segreti che il governo custodirebbe sulla tecnologia dei velivoli cosiddetti UFO e per le autopsie effettuate su presunti alieni. (qualcuno afferma che nell'Area se ne troverebbero anche di vivi).

Le informazioni che si conoscono a riguardo sono relative a Bob Lazar, ex ricercatore dell'Area 51 che, sentendo il peso del segreto gravargli addosso, decise di rivelare tutto quello di cui il governo americano stabilì di tenerci all'oscuro, Gary Mckinnon, hacker londinese che riuscì a violare ben 53 sistemi informatici del governo americano e che afferma, tra l'altro, che esisterebbero tecnici specializzati nel cancellare gli Ufo dalle foto satellitari dell'area e molte altre presunte testimonianze .La teoria di “base spaziale” vede la luce nel lontano luglio del 1947 con il famosissimo incidente di Roswell, nel quale un velivolo di natura non terrestre si è schiantato al suolo. A dare la notizia allo sceriffo fu W. W. Mac Brazel, il proprietario di un ranch che rinvenne l'ufo. I Media parlarono però, dopo una decina di giorni dall'accaduto, di un pallone sonda. Intanto il territorio venne recintato e protetto dalle autorità. I resti furono portati nell'area nell'arco di un anno. C'è chi afferma di aver visto camion trasportare corpi non umani oltre alle parti smontate del velivolo.

Robert Lazar
Area 51: un luogo nascosto nel deserto del Nevada di cui tutti hanno sentito parlare e di cui tutti vorrebbero sapere di più. Alla fine degli anni ’80, un fisico, Robert Lazar, ha fatto un po’ di luce sull’alone di mistero che circonda questa area; verità? Menzogne? Non ci sono prove certe che affermano l’autenticità delle sue affermazioni, ma neanche riscontri in grado di smentirle.


Cenni biografici

Robert Lazar, o meglio conosciuto come Bob Lazar, si presenta come un brillante statunitense con un importante dottorato in fisica, nonostante di questo diploma non ci sia traccia: Lazar dichiarò di aver frequentato i corsi per il conseguimento del suo titolo presso la “Massachusetts Institute of Technology” e la “California Institute of Technology” ma la sua presenza in questi istituti, secondo i registri, non è mai stata dimostrata. Da un’attenta ricerca si è venuto a scoprire che Lazar frequentò, nel periodo in cui lui stesso affermava di studiare presso i rinomati istituti citati sopra, il “Los Angeles Pierce College” con scarsissimi risultati; la sua giustificazione fu che dopo essere entrato a lavorare nell’Area 51, la CIA aveva cancellato definitivamente ogni traccia della sua identità.
Dottorato o no, sappiamo che Lazar si dilettava in tecnologia perché nel 1982 la rivista “Los Alamos Monitor” pubblicò una sua foto insieme ad una moto Honda CRX a cui lui inserì il motore di un jet.
Dopo aver lavorato con un suo amico presso uno studio fotografico, Bob stanco delle monotonia del suo lavoro cominciò a spedire il suo curriculum alla ricerca di un lavoro più appagante lasciando di stucco amici e conoscenti che non sapevano del suo dottorato in fisica. La risposta alla sua richiesta di lavoro non fu di un individuo qualsiasi ma bensì del Dr. Edward Teller (consigliere scientifico di diversi presidenti degli USA e inventore della bomba H). Il colloquio, avvenuto nel dicembre del 1988, avviene di fronte al suo futuro superiore: un certo Dennis Mariani.
Il colloquio procede ottimamente e Lazar viene mandato, con una scorta, presso l’Area 51, nella sezione S-4.

Cosa si cela all’interno dell’Area 51?


L’interno dell’Area 51 secondo Bob Lazar è molto cinematografica, descrive di essere stato scortato all’interno della sua stanza dove ha trovato foto di avvistamenti UFO ed un cartello che diceva: “loro sono qui”. Per una descrizione più approfondita, riporto di seguito la famosa intervista di Lazar (reperibile sulla VHS: Ufo dossier. Area 51: Tecnologia Aliena volume 2):

- Domanda: Che impressione ebbe quando entrò per la prima volta?
- Lazar: Sembrava tutto molto militare e non molto scientifico, c'erano molti controlli ed un massimo livello di sicurezza, ovunque si andasse bisognava essere accompagnati da una guardia armata anche nella toilette. Tutte le porte si aprivano e si chiudevano con dei badge di plastica magnetici, e c'era un'atmosfera molto oppressiva.
- Domanda: Quante volte è dovuto entrare in quella zona prima di poter vedere il velivolo?
- Lazar: Credo due o tre, forse due giorni prima di poterlo vedere.
- Domanda: Cos'ha provato la prima volta che visto l'oggetto?
- Lazar: Ma la prima volta che entrai nell’hangar dissi tra me e me : ecco questo finalmente spiega tutti quegli avvistamenti di strani oggetti, è un veicolo militare segreto in fase di sperimentazione.
In realtà fu la seconda volta che lo vidi quando entrai al suo interno che intuì cosa stava accadendo, e cioè che si trattava di un mezzo alieno, ma questo avvenne dopo che avevo letto il materiale informativo. Era tutto molto difficile da comprendere, mi sentivo come un intruso.
- Domanda: Provi comunque.
- Lazar: Ha presente le foto di Billi Meier scattate durante i suoi avvistamenti? Era incredibilmente simile a quello delle sue foto, una linea sfuggente con lo scafo discoidale. E’ difficile descriverlo così senza disegnarlo, ma aveva la forma classica del disco volante.
- Domanda: Di un tipo solo o diversi?
- Lazar: In totale i dischi erano nove, ma io lavorai a livello di retroingegneria solo su un oggetto, erano in hangar separati, ma tutti visibilmente differenti.

Beh, tutto ricorda quei film fantascientifici che tutti noi abbiamo visto, ma dobbiamo dire che ci offre una prospettiva accattivante dell’interno di questa base.

Dettagli tecnici dei velivoli


Dopo aver accennato la quantità di “navicelle” e la loro disposizione negli hangar, non possiamo evitare di dare dei dettagli tecnici dei velivoli. Non avendo una buona preparazione fisica preferisco riportare anche qua un frammento dell’intervista.

- Domanda : Ce ne può descrivere l’interno?
- Lazar : E’ molto semplice, c’è un solo colore dominante : è un grigio feltro, anche l’esterno è dello stesso colore, non ci sono scivoli.
All’interno tutte le attrezzature hanno una forma arrotondata, anche i sedili e gli alloggiamenti per gli amplificatori, è come se fossero stati fusi nella cera e poi modellati con queste forme curvilinee, incluse le giunture tra le pareti ed il pavimento. L’interno è essenziale, molto arioso : l’uso dello spazio non sembra per niente funzionale.
Ci sono tre ponti : quello più basso ospita gli amplificatori montati su basi mobili. Su quello di mezzo da dove si accede alla nave ci sono i sedili e gli amplificatori, e poi c’è il ponte superiore, con una sezione limitata a cui non avevo accesso, non so cosa ci fosse.
- Domanda : Per lei il velivolo era alieno?
- Lazar : Assolutamente sì, alieno. Prima di tutto, lo scopo del progetto era di analizzarlo, se si fosse trattato di un’apparecchio degli Stati Uniti non avremmo perso tempo a capire come lo avremmo costruito, in secondo luogo per le dimensioni delle attrezzature interne, dalle dimensioni dei sedili e per i materiali utilizzati, a noi totalmente estranei, e poi per il carburante : l’elemento 115, che è virtualmente inesistente. Ho sommato queste informazioni a quelle che mi erano state precedente fornite, in cui si affermava chiaramente che si trattava di un veicolo extraterrestre.
-Domanda : Le hanno detto come funzionava il sistema di propulsione?
-Lazar : Faceva parte del mio lavoro d’ingegneria inversa, cioè capire il sistema di propulsione, avevano già fatto qualche progresso, ma non so esattamente da quanto tempo il velivolo si trovasse lì, se lo stessero esaminando da uno o dieci anni, comunque con scarsi progressi. Il sistema è fisicamente impressionante : è composto da due parti, dagli amplificatori di gravità e dal reattore che fornisce energia, il reattore funziona ad annichilazione completa alimentato da antimateria. L’annichilazione completa è praticamente la reazione nucleare più efficace tra le tre ovvero : fissione, fusione ed annichilazione. Utilizza un elemento superpesante, l’elemento 115, cioè questa sarebbe la sua collocazione nella tabella periodica che sulla Terra non è stato ancora sintetizzato. A mio avviso, su alcuni sistemi stellari questa sintesi avviene spontaneamente. Questo elemento viene bombardato in un’accelleratore dalle dimensioni estremamente ridotte. L’elemento che viene bombardato subisce una scissione spontanea e produce particelle di antimateria. Queste, grazie ad un dispositivo termoelettrico efficace al 100% reagiscono con la materia gassosa e vengono trasformate in elettricità. Ora l’efficienza al 100% di qualunque dispositivo elettrico è fisicamente impossibile, lo afferma la prima legge sulla termodinamica, perché si devono verificare dispersione di calore o altre perdite del genere, ma io non ne ho rilevata nessuna in questo sistema, è una tecnologia assolutamente stupefacente. L’incredibile quantità d’energia che viene generata dal sistema, alimenta gli amplificatori, e come prodotto collaterale del bombardamento dell’elemento 115, si genera un fenomeno interessantissimo, cioè una particolare onda detta “gravitazionale A” : tale onda viaggia in modo molto simile alle microonde. Viene applicata agli amplificatori gravitazionali e per mezzo della corrente elettrica generata dal reattore, viene amplificata e focalizzata. Il segnale così amplificato viene reso leggermente “afasico”, e grazie a questo è possibile attirare o respingere qualsiasi corpo gravitazionale. Il velivolo è in grado di decollare anche utilizzando un solo amplificatore. Questa nave in particolare era dotata di tre amplificatori, e quando attiva un solo amplificatore per allontanarsi dalla terra, utilizza la cosiddetta configurazione “omicron” : per viaggiare nello spazio la nave ruota su di un lato, focalizza i tre amplificatori su di un punto situato ad enorme distanza, poi il reattore e gli amplificatori vengono portati a massima potenza, e praticamente “attirano” il tessuto stesso dello spazio, distorno lo “spazio-tempo” e lo attirano verso la nave che così è in grado di coprire enormi distanze in un lasso di tempo praticamente nullo. La nave non si sposta in maniera lineare, perchè distorce lo spazio. Il tessuto stesso dello spazio, quindi anche i campi gravitazionali ed il tempo sono strettamente connessi. Quando si distorce un campo gravitazionale, si distorce anche lo spazio ed il tempo. Queste non sono semplici teorie, sono cose che conosciamo già da molto tempo, solo che non abbiamo la possibilità di poterle verificare, ed apparentemente questa civiltà lo ha messo in pratica.
- Domanda : E voi siete mai riusciti a farne volare uno?
- Lazar : Sono stati fatti molti collaudi, ma non al di fuori dell’atmosfera, voli brevi e a bassa quota. Del resto hanno un’oggetto dal valore inestimabile e non intendono distruggerlo con rischi inutili o a causa del campo gravitazionale terrestre o volando a quote troppo elevate, ma ho assistito ad alcune prove al di fuori della recinzione di sicurezza ed in un’occasione ho visto tutto ma a non più di trenta metri dal velivolo.
- Domanda : L’oggetto come manovrava in volo?
- Lazar : era molto silenzioso, si alzava generando un debole sibilo, la superficie inferiore emanava una luce azzurra, probabilmente dovuta all’altissimo voltaggio generato. Dopo un po’, man mano che aumentava di quota, la luce scompariva. Sembrava che galleggiasse dolcemente nell’aria, per poi appoggiarsi al suolo, il tutto in modo assolutamente tranquillo e quasi totalmente silenzioso.

Il ragionamento fisico-logico di Lazar sembra non fare una piega per noi profani della fisica, ma la sua spiegazione ha subito gravi critiche; la più importante fu mossa dal professore di fisica David L. Morgan che spiego molto semplicemente: «Lo scontro tra materia ed antimateria genera energia. Ma da dove viene l’antimateria?
Come spiegato, dall’elemento 115 bombardato da protoni. Ma quanta energia serve per l’acceleratore che bombarda l’elemento 115 per creare un antiprotone? Esattamente la massa di un antiprotone […]» in parole povere, l’energia necessaria per l’acceleratore di protoni e l’energia che si verrebbe a produrre sarebbe la medesima, quindi l’energia risulterebbe pari a 0 e l’oggetto non potrebbe volare. Secondo Morgan, Lazar non sa niente della fisica classica e potrebbe aver ragione solamente se sradicassimo le fondamenta della fisica su cui si sono basati gli studi fino ad adesso e ne cominciassimo a studiare una nuova, ma probabilmente il fatto che il dottorato di Lazar sia svanito nel niente, ci dà una spiegazione logica a questi suoi “strafalcioni” scientifici. Ma allora perché gli scienziati dell’Area 51 hanno voluto Lazar al loro fianco? Finiamo di raccontare la sua storia e poi procediamo per ipotesi.

La fine del lavoro presso l’Area 51

I superiori di Lazar nell’Area 51 richiedevano sempre di meno la sua presenza. Bob, indispettito da questo comportamento e da un salario piuttosto misero, cominciò a raccontare tutto ai suoi amici, trovandosi con loro in luoghi isolati dove era sicuro che nessuno potesse spiarlo o ascoltare le sue discussioni. Per tre mercoledì, Lazar condusse i suoi amici nei pressi dell’Area 51 per assistere alle prove di volo, ma la terza volta furono attesi da numerose truppe e costretti a pagare una multa per aver oltrepassato il limite dell’Area. Lazar venne convocato da Mariani che gli disse che non sarebbe stato chiamato per lavorare nell’Area per almeno sei mesi, ma soltanto dopo due giorni Bob ricevette una chiamata. Temendo una trappola, Lazar non si presentò ma chiese un incontro pubblico con Mariani presso un importante casinò di Las Vegas; si presentò con due amici che gli coprissero le spalle e tra la folla riuscì a riconoscere Mariani e un agente dell’Area 51. Quando si avvicinò al suo superiore per chiedergli spiegazioni questo non rispose; in un attimo (il tempo di chiedere ai suoi amici di tenere gli occhi aperti) Mariani e l’agente dell’Area 51 svanirono.
Lazar cominciò a temere per la sua vita ed allora rivelò al mondo le sue scoperte a proposito dell’Area 51.

Rivelazioni sulla vita aliena


Bob Lazar durante la sua permanenza nell’Area 51 ha avuto il piacere di consultare un manuale sul quale veniva descritto il contratto tra i grigi e gli umani. Secondo questo resoconto gli alieni nel corso di 10.000 anni, hanno modificato il DNA umano cercando di ottenere il controllo sulle menti di noi uomini. Inoltre gli alieni permisero agli esperti dell’Area 51 di sottoporre la loro tecnologia ad un approfondito studio. Questo rapporto pacifico venne ad intaccarsi nel 1979 quando ci fu uno scontro a fuoco tra umani e Grigi; il rapporto su questo scontro non è molto preciso, ma sappiamo che molti uomini persero la vita. Gli Alieni promisero di ritornare, ma questa volta senza intenzioni pacifiche.

Ultime riflessioni

La storia di Robert Lazar è sicuramente interessante e suggestiva ma, sotto molti punti di vista, contraddittoria.

Solo per fare alcuni esempi:


Come mai gli esperti dell’Area 51 avrebbero voluto al suo fianco un uomo dalle così poche conoscenze fisiche?

Come mai se gli alieni avessero avuto veramente intenzione di troncare i rapporti con gli umani, hanno lasciato nove navicelle sotto gli occhi degli esperti dell’Area 51?
Ci sono molte incongruenze, e la critica mondiale afferma che probabilmente Lazar è stato condotto nell’Area 51 e gli è stato mostrato soltanto ciò che poteva essere dichiarato apertamente, o, addirittura, è stata realizzata una messinscena per coprire i veri scopi dell’Area 51.

Possiamo fidarci o meno di questa testimonianza, ma sicuramente l’Area 51 rimane un mistero per tutti noi.