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Mistero Delle Piramidi

 
Le piramidi e la teoria della costellazione di Orione

Eric Wilson (uno pseudonimo per proteggere l’identità del ricercatore di Arbouthnot) è un navigatore che ha avuto esperienza nell’intelligence navale, mentre come un indipendente Egittologo ha studiato diligentemente l’Egitto e i suoi misteri per più diciotto anni, ma solamente negli ultimi due anni ha ricevuto gli appropriati riconoscimenti come ricercatore pioniere e indipendente sull’Egitto. Gli è stato anche dato il titolo di Associate Field Researcher for The American Anthropological Research Foundation (AARF) e ha tenuto anche conferenze nella zona ovest e sud-ovest degli Stati Uniti, oltre ad apparire nello show Coast to Coast di Art Bell.
Nutrendo un nuovo interesse per l’Egittologia verso la conoscenza di Wilson, specialmente nell’archeoastronomia, ho aumentato il mio interesse.
L’archeoastronomia è una divisione dell’Antropologia e si riferisce alle connessioni di artifatti e antiche strutture con la volta celeste come ad esempio i movimenti delle costellazioni o corpi e può dare risposta all’origine dei calendari, delle tecniche astronomiche, della scienza astronomica, religioni e altro.
Inoltre il suo approccio non tradizionale alle sue ricerche una metodologia piuttosto pragmatica.
Prima di procedere è importante chiarire che Eric Wilson non ha ipotizzato di per se questa teoria che arriva da Robert Bauval e Adrian Gilbert.
Robert Bauval scoprì ciò che gli Egittologi hanno cercato per secoli: sovrappose la costellazione di Orione sulla zona di Giza e sulle regioni circostanti. L’idea era che le tre stelle che compongono la cintura di Orione: Alnitak, Alnilam e Mintaka attraverso allineamenti angolari coincidono precisamente con le tre piramidi di Giza: Khafu, Khafre e Menkaure. Se queste supposizioni erano corrette, allora anche altre strutture corrispondevano ad altre stelle della costellazione; nonché Bauval dichiarò di averne individuato due ovvero i resti della piramide a nord di Giza a Abu Ruwash e altri resti simili a sud di Giza, a Zawyat Al Aryan che corrispondono alle stelle Saiph e Bellatrix. Saiph è il ginocchio destro di Orione mentre Bellatrix è la spalla sinistra.
Wilson anche se era curioso dalle ipotesi di Bauval trovò delle incongruenze, infatti Bauval sovrappose incorrettamente le stelle nella topografia di Giza individuando che Saiph e Bellatrix non corrispondevano ai resti di Abu Ruwash e Zawyat Al Aryan, che corrispondevano invece con Rigel (il ginocchio sinistro di Orione) e Betelgeuse (la spalla destra di orione) quindi in altre parole scoprì l’esatta angolazione usando i GPS, calcolando così la longitudine e la latitudine delle Piramidi mettendole in relazione con l’ascensione e la declinazione delle corrispettive stelle.
Inoltre i GPS hanno predetto anche l’esatta posizione degli edifici correlati a Saiph e Bellatrix scoprendo che c’erano ancora dei resti sotterranei o strutture una volta esistite in entrambi i siti, calcolando poi le posizioni per la testa di Orione (Meissa) e del suo pugnale (M42/M43) oltre a quelle della costellazione della Lepre (adiacente a quella di Orione) e tutti questi siti supportavano la teoria della corrispondenza di Orione con le Piramidi.

Le piramidi e gli Star Gate

Queste informazioni, provengono da fonti abbastanza affidabili, ma anonime e sono ricavate da dialoghi di chat con persone informate sull’argomento.
Quando parliamo di star gate, pensare che siano come porte è sbagliato in quanto gli antichi avevano una concezione prettamente diversa e dispositivi visti in film come Star Gate, sono basilarmente concezioni moderne, umane.
Un tipico “Star Gate” è molto grande, infatti la sua estensione poteva essere di migliaia di miglia quadrate e il termine "tempio" in effetti è fuorviante: non sono luoghi chiusi ne tanto meno hanno una dimensione spaziale definita e alcuni sono estesi senza soluzione di continuità per centinaia di miglia quadrate il che significa poi una serie di luoghi sparsi ma generalmente interconnessi in modo piuttosto evidente tuttavia, ritengo anche possa essere meritevole di ulteriore approfondimento.
Furono costruiti migliaia di anni fa, non necessariamente dalle stesse persone o nello stesso periodo. Alcuni sono opere collettive, che richiesero secoli per essere portate a termine erano creati come templi, appunto non rivolti ad un "Dio" in particolare, ma piuttosto alle energie della creazione ed erano più delle antenne, in verità, progettate tuttavia per un tipo molto particolare di energie; non possono in nessun modo essere equiparati ad opere comuni.
Complessi di questo tipo erano molto avanzati e sulla Terra se ne conoscono solo 3: uno per ogni continente inteso come massa di terra; quindi ne troviamo uno nelle Americhe, uno in Euroasia e un altro in Africa; presumibilmente costruiti con criteri geodesici e sono tutti per altro noti sino dall'antichità ma sono abbandonati, sono vuoti da sempre aggiungendo però che furono completati, questo si, in alcuni casi; ma forse nemmeno i loro costruttori intendevano esattamente ciò che stessero facendo.
In questa sede parleremo dello Star Gate in Egitto, il secondo tempio… poi più in la ci occuperemo a fondo dell’argomento.
Il secondo tempio completato o comunque non portato a termine, si trova in Egitto ed è chiamato Tempio di Sokar. E’ il più grande: è esteso circa 600 miglia e possiamo delimitare i suoi confini tra il Delta del Nilo a Nord, il Fayuum a Sud, diciamo nei dintorni di Menphis e il Nilo è il confine orientale. Il cuore del complesso si trova a Rostau, mentre una delle parti che compone il tempio è Giza ma è evidente che ci sono altre parti. Per ragioni a noi sconosciute non fu completato oppure alcune sue parti furono distrutte. Le “chiavi” o “case”, in origine, erano 7 mentre attualmente ne rimangono solamente 5 e una non fu mai costruita. Altri Templi sono più completi di questo, ma ciò non implica perfezione.
Originariamente si pensa che non doveva sorgere in Egitto, perché troviamo le terrazze di Baalbeck, Hyerosolima e Damasco, tutte di granito e lunghe circa 230,25 metri che sono evidenti parti del complesso in quanto hanno la stessa estensione del tempio di Sokar. A a Ghiza doveva sorgere una quarta piramide che venne in verità costruita non molto grande, in realtà e la sua esatta collocazione è sconosciuta ma esistono elementi che testimoniano in modo inequivocabile che un simile luogo deve essere esistito.Lì riteniamo fossero custodite le "schematiche" originali dell'intero complesso che non servono tanto a decifrare il codice in quanto non contengono nessuna indicazione in questo senso ma possono fornirci indicazioni sugli edifici mancanti e che sarebbero altrimenti perduti per sempre.

La piramide di Giza: un indicatore per il 2012

La grande piramide di Giza secondo Paul White attraverso il calendario nella pietra descrive il “ciclo della Fenice” ovvero la nostra orbita galattica che finisce nei giorni nostri e convertita con il sistema di calendari moderno finisce nel 2012- La parola Fenice deriva dal Greco Phoenix che a sua volta deriva dalla sua corrispettiva Egiziana PA-HANOK ovvero “La casa di Enoch”
Gli allineamenti dell’intera piana di Giza sono in correlazione con il Solstizio d’Inverno del 2012.